domenica 10 aprile 2011

MARATHON. PERTILE ARGENTO

.Oro per Marcella Mancini oggi alla Milano City Marathon in 2h41’24”. Argento per il veneto Ruggero Pertile in 2h11’23” alle spalle del keniano Solomon Naibei vincitore in 2h10’38. Il caldo ha condizionato i tempi finali

Oro e argento per gli azzurri alla Milano City Marathon che ha riservato ai 5075 maratoneti al via condizioni atmosferiche ‘estive’ che hanno influito pesantemente, in particolare nella gara femminile, sui tempi finali. La trentanovenne di Ascoli Piceno, Marcella Mancini, alla sua terza partecipazione in questa maratona (2a nel 2007 e 4a nel 2010) con un finale autorevole ha superato la keniana Monica Kanyata in crisi già dal 31° chilometro, andando a vincere in 2h41’24”.  Secondo posto invece per il veneto dell’Assindustria Sport Padova Ruggero Pertile in 2h11’23 alle spalle del keniano Solomon Naibei, già vittorioso ad Amsterdam nel 2006, che ha chiuso in 2h10.38 portando al Kenia la nona vittoria in 11 edizioni. Il crono è comunque a causa del caldo, la peggior prestazione per un vincitore a Milano (record della manifestazione: 2h07’53” del keniano Kibet Duncan nel 2008).  Terzo il keniano Daniel Too in 2h12’04. 
Ha impressionato nella gara femminile la  pesante crisi della keniana, classe 1986, all’esordio sulla distanza (vanta 1h10’ sulla mezza ed è passata in testa a metà gara in 1h14’), che non le ha consentito di riprendersi e l’ha portata a correre, sostenuta dal compagno di squadra Isaac Kiplagat,  il 39° km in 5’20” e il 40° in 5’23”. Con grande sofferenza la Kanyata ha concluso la gara in 2h42’56” al secondo posto ma è stata subito assistita dai medici. Bronzo per un’altra azzurra, Stefania Benedetti, classe 1969, che ha chiuso in 2h45’20”.  Ritirata invece alla mezza la genovese Emma Quaglia (Cus Genova), partita per un test a causa di un risentimento muscolare patito nell’ultimo raduno in Kenia.  Una temperatura in partenza di 23°, con il 34% di umidità, salita poi a 27° nella parte finale del percorso pianeggiante ma con un discreto numero di curve e piuttosto ventilato non ha reso facile la vita degli atleti partiti con un primo chilometro con vento contrario in 3’03”  per i maschi (mai un azzurro ha vinto a Milano)  e in 3’30” per le donne  (due le vittorie azzurre nel 2000 con Lucilla Andreucci in 2h29’43” e nel 2008 con Anna Incerti in 2h27’42”) e al 10° in 30’37” e in 34’53” al femminile.
Ruggero Pertile alla sua 18ma maratona con un primato personale di 2h09’53 ottenuto a Torino nel 2009, è rimasto nel gruppo di testa dal quale, al 32°km si è staccato Naibei. L’atleta veneto, allenato da Massimo Magnani, è poi rimasto con il keniano Too. Verso il 38° km sembrava patire una piccola crisi e chiudendo il passo ha perso qualche metro da Too ma al 40° corso in 3’14” ha cominciato ad allungare, aumentando anche la frequenza e lasciando indietro il keniano di 30-40 metri. “Sapevo che Naibei avrebbe fatto un cambio secco – commenta Ruggero Pertile – Al 32° km è andato via aumentando il ritmo con una bella azione. E’ un atleta forte da 2h07- 2h08’ e dunque può permettersi questi cambi che io invece patirei.  Sono comunque felice di questa prestazione. La gara era davvero dura sia per la temperatura, sia per il vento e per la sessantina di curve che abbiamo dovuto affrontare e che spezzavano un po’ il ritmo. Ho lavorato molto e dunque ho provato a puntare al mio personale. Quando il crono mi sfuggiva e la vittoria pure ho comunque carcato di fare il meglio per portare avanti un percorso di crescita tecnica in funzione dei Mondiali di Daegu.”
Marcella Mancini, seguita da Romano Tordelli, portacolori del  Runner Team 99, ha attaccato con tenacia  sul finale la keniana superandola in spinta. Impiegata comunale la Mancini è stata due volte campionessa italiana di maratona nel 2006 a Padova e nel 2010 a Venezia e vanta un personale di 2h33’17” a Torino nel 2005. “Una gara durissima – ha commentato la ragazza ascolana sesta nella mezza della Stramilano 2011 in 1h14’34” – ho sofferto il caldo già dal 20° chilometro ma quando ho visto la Kanyata in crisi ho creduto in questa vittoria e sono felice nonostante il crono non sia buono perché la vittoria resta per sempre”  Gara sofferta anche per la Benedetti che però si è detta soddisfatta dei suoi ultimi risultati anche perché, calibrando gli sforzi, è riuscita a evitare gli infortuni che le avevano incìvece in pssato disturbato la preparazione. Vittoria in apertura del pilota bolognese Alex Zanardi nella prova hand bike chiusa in 1h09.44 davanti al genovese Vittorio Podestà  in 1h09’46.
Giuliana Cassani

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